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IL BUSINESS DEI PERMESSI DI SOGGIORNO FALSI AI CINESI: LA PUNTA DI UN ICEBERG

07.02.2014 10:39

Mafia, evasione totale, riciclaggio, estorsione, prostituzione, droga e corruzione fino ai più alti vertici di governo.. La lista è lunga e di certo non si può più sottovalutare o tollerare oltre il problema. I cinesi sono un vero cancro che sta letteralmente divorando giorno dopo giorno il nostro paese.. E la colpa è solo nostra che acquistiamo le loro merci. Leggi l'articolo e diffondi la gravità della situazione italiana.

 
Negli ultimi tempi siamo riusciti a sensibilizzare l’opinione pubblica sui vari problemi collegati alla condotta illecita della comunità cinese residente in Italia.
 
Mafia, evasione totale, riciclaggio, estorsione, prostituzione, droga e corruzione fino ai più alti vertici di governo.. La lista è lunga e di certo non si può più sottovalutare o tollerare oltre il problema. E’ un vero cancro che sta letteralmente divorando il nostro paese.. Si è parlato anche di aborti clandestini effettuati presso i vari opifici per la maggior parte abusivi e si è parlato di immense quantità di denaro che vengono inviate in Cina con piccoli versamenti quotidiani allo scopo di eluderne la tracciabilità. Si è parlato delle continue segnalazioni e denunce di rapimenti di animali domestici nelle prossimità  delle zone ad alta densità di attività cinesi e del problema dell’inquinamento di queste loro attività illecite che smaltiscono scarti industriali e rifiuti tossici in natura incendiandoli per evitare la riconducibilità. Di recente si è parlato delle condizioni di lavoro disumane che si presentano negli ambienti malsani di produzione e oltre alla mancanza di igiene in questi contesti lavorativi anche della mancanza totale di norme di sicurezza. Si è parlato di lavoro minorile e della complicità di alcuni istituti di credito nel finanziare queste attività spesso e volentieri illecite. Ma veniamo alla fonte del problema perché potremmo scrivere ancora molte righe sulle porcate commesse dai cinesi nel nostro paese..
 
 
Perché i cinesi sono qui..? Possibile che non ci siano controlli sull’immigrazione dei clandestini cinesi..? 
 
Di recente i media hanno riportato l’assurdità della complicità delle istituzioni e degli addetti comunali ai controlli dei permessi di soggiorno nella città di Prato. Sono stati arrestati parecchi loschi individui che in cambio di denaro facevano risultare residenze fittizie per i cinesi e da qui poi certificavano l’effettiva assunzione nel campo del lavoro presso attività per lo più inesistenti. Un vero e proprio business che fruttava centinaia di migliaia di euro al mese ai vari interessati impegnati in questi traffici. Si è parlato di 11 persone arrestate e la cosa sembrava gravissima, ma credetemi, non abbastanza per dimostrare la reale situazione diffusa a livello nazionale. I media non riportano quasi mai la reale gravità dei fatti, soprattutto se si parla di immigrazione cinese, i vertici di governo interessati sanno tenerli a bada con i dovuti modi. Tuttavia la gravità si era manifestata già prima, il 9 maggio 2013 c’è stata finalmente la prima udienza. A distanza di cinque anni dal blitz che portò in carcere 45 dei 78 indagati, tra stranieri cinesi e albensi, il tribunale di Teramo aveva finalmente iniziato ad occuparsi del problema “permessi facili ai cinesi”. In aula finalmente si affrontava l’inchiesta nata in Val Vibrata, una delle realtà territoriali con la maggior presenza di cittadini cinesi in Italia dopo Prato. I dati dicevano che nel 2012 i residenti cinesi registrati nel Teramano con un “regolare permesso di soggiorno” erano stati 3200: di questi il 90% nella fascia al confine con la provincia ascolana, un fazzoletto di terra un tempo conosciuto perchè sede di decine di aziende italiane leader nel tessile di cui oggi restano solo capannoni vuoti. Ai “regolari” bisognava però aggiungerne altri, probabilmente migliaia, entrati da irregolari, e rimasti tali nella miriade di laboratori clandestini nascosti in garage e scantinati dove 24 ore su 24 tingono jeans e attaccano bottoni. 
 
 
Nella lista degli imputati, accanto ai nomi di 63 stranieri cinesi, c’è anche quello dell’assessore comunale al turismo di Alba Pierluigi Marziale indagato non come amministratore e politico, ma come proprietario di appartamenti per l’affitto di un alloggio. Marziale, nel corso delle indagini, aveva sempre sostenuto di aver regolarmente registrato e depositato all’Agenzia delle Entrate il contratto di locazione. A processo anche il commercialista Giuliano Boffi, l’agente immobiliare Gino Bruni, il vigile urbano Massimo Ritrecina, Lanfranco Marziale e Miriam Bacà. Secondo l’accusa della procura (l’inchiesta venne portata avanti dal pm David Mancini, attualmente in servizio alla procura distrettuale dell’Aquila) il gruppo produceva documentazione falsa per chi non possedeva i requisiti, falsificava buste paga e planimetrie di alloggi, con l’ aiuto, in quest’ultimo caso, del vigile urbano delegato agli accertamenti delle residenze. Tutto per far ottenere permessi. Per perfezionare le pratiche era necessaria la partecipazione di intermediari cinesi, titolari di ditte in Abruzzo e Toscana che in molti casi redigevano falsi contratti di prestazione occasionale indispensabili per alterare il reddito di coloro che richiedevano il ricongiungimento familiare. Il pacchetto completo da presentare per chiedere il ricongiungimento ai cinesi costava la modica cifra di 10mila euro. Accuse, quelle della procura, che ora dovranno essere provate nel corso del dibattimento. La polizia nel corso degli accertamenti aveva individuato 112 pratiche anomale gestite da uno studio commerciale di Alba tra il 2007 e il 2009 tutte appartenenti ad immigrati cinesi.
 
Queste le realtà di cui i media non vi parlano, perché troppi interessi finanziari ci sono nascosti sotto. Troppa nomi italiani sono scritti sul libro paga dei cinesi e questo avviene per un unico motivo. 
 
Per colpa nostra..! Noi acquistiamo e continuiamo ad acquistare prodotti cinesi, tanto che i nostri prodotti italiani sono ormai estinti sugli scaffali.
 
Molti di noi nemmeno si rendono conto dell’immenso danno che stanno facendo a se stessi, alla propria economia, al proprio futuro nella assurda convinzione di poter risparmiare. Ogni volta che risparmiamo acquistando da un cinese ci scaviamo la fossa con le nostre mani. Scaviamo la fossa ai nostri figli e gli togliamo ogni possibilità di futuro.
 
Provate un attimo a pensare, chi vi darà lavoro se le nostre aziende cessano l'attività..? Se credete che il lavoro ve lo daranno i cinesi state freschi..
 
 
 
 
 
 

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